Quest’anno le Olimpiadi si sono svolte a Milano, con Cortina come partner per gli sport invernali. Era quasi due anni che la città aspettava questo evento, carico di aspettative, movimento e denaro.
Con il gruppo degli artisti di Artepassante è stata organizzata una mostra all’interno del passante ferroviario di Porta Venezia, uno spazio gestito da Artepassante da molti anni: un luogo sotterraneo, di passaggio, profondamente underground, attraversato ogni giorno da centinaia di persone.
Qualche mese prima avevo deciso di partecipare e, durante le vacanze di Natale, ho iniziato a chiedermi quale sarebbe stata l’opera definitiva. Ero sicura di una cosa: avrei realizzato un’opera di design.
Un tavolo.
Nella mia mente sarebbe stato la rappresentazione glaciale di un’immagine che avevo visto dentro un bosco ad Aprica durante l’inverno. Ho acquistato i materiali, studiato il progetto, immaginato ogni dettaglio.
Ma durante le giornate di realizzazione sono arrivati alcuni imprevisti che non mi hanno permesso di lavorare come avevo immaginato. A pochi giorni dall’inaugurazione sono caduta nello sconforto.
Ero completamente apatica verso il mio progetto.
Non lo sentivo più.
Durante una notte insonne è arrivata una suggestione.
Un’immagine chiara, improvvisa, quasi provocatoria.
Ricordo di aver sorriso, quasi riso.
Da lì è stata una cascata di emozioni: avevo trovato la mia opera.
Un’idea che non avevo mai visto realizzata prima.
Nonostante il timore di essere criticata — soprattutto dalle persone a me più vicine — mi sono buttata a capofitto, con l’unico obiettivo di rispettare la scadenza. Ho comunicato che la mia opera sarebbe arrivata per ultima, a poche ore dall’inaugurazione.
E così è stato.
Ho consegnato in tempo la Madonnina.
A questo link puoi trovarla –> https://keyelart.com/prodotto/gli-sci-della-madonna/

